Campaniletto, via Normale

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Domenica in Grignetta c’era un solo quarto dei sottosopra, il quarto buono (straminchia).

Dopo il tentativo “invernale” straminchia e’ tornato al Campaniletto per fare la via normale nella sua interezza, dopo che la cordata Anal-Maria aveva sbagliato l’interpretazione della via buttandosi sull’ultimo tiro di quarto grado.

I primi due tiri sulla faccia nord del Campaniletto sono stati molto piu’ facili della volta scorsa perche’ la roccia si riusciva a tenere in mano: temperatura mite, roccia fredda ma non tanto da far perdere la sensibilita’ come la volta precedente.

I primi metri restano probabilmente i piu’ difficili, (gradato III+ sulle relazioni) perche’ resti un po’ all’infuori e mancano dei buoni gradini per i piedi. Straminchia tira un po’ su di braccia e arriva al primo risalto dove si ferma in sosta. In questo primo minitiro straminchia integra con un friend (#2 BD) ficcato in una buona fessura abbastanza regolare piu’ o meno all’altezza del bucone dove Luigi e Daniele si riscaldarono le mani.

Secondo tiro (o meglio, seconda parte del primo) facile, straminchia mette un solo cordino attorno ad una clessidra come integratore psicologico, poi si arriva alla cengia dove Anal ha virato a destra facendo il tiro difficile. Invece qui si deve puntare a sinistra, aggirando il pilastro secondario e portandosi alle spalle della struttura, sul versante meridionale. Ci sono due fittoni resinati posti uno accanto all’altro alla base del pilastro secondario, e straminchia si accorge che in realta’ la sosta del secondo tiro e’ proprio qui, su questa comodissima cengia al sole, anziche’ infognata all’interno del camino. Del resto e’ logico, quando si scende il punto di ancoraggio e’ sempre piu’ esposto possibile per evitare inceppamenti della corda, mentre se quando si sale c’e’ una bella cengia dove si sta comodi per far sicura, chiaramente chi ha chiodato la via mette la sosta li’ sopra.

Adesso viene la parte sconosciuta, visto che fino a sotto la cengia straminchia ci era gia’ arrivato anche se da secondo. Proprio sopra i due fittoni di sosta si vede un altro resinato, e guardando un po’ meglio ci sono dei comodi gradini che ti portano su; poi si tratta di spostarsi a sinistra, aggirando pian pian il pilastrino e qui inizia il bello. La corda inizia a fare parecchio attrito, la roccia pero’ e’ fantastica, piena di appigli: la roccia e’ secca e a volte suona un po’ fragile (e straminchia evita di passare un cordino attorno ad una clessidra che gli pare troppo esile; dopo 1 metro ne trova un’altra ben piu’ solida); il bello qua e’ che si va su facili ma l’esposizione diventa importante ! Infatti ci si sposta sul lato meridionale del Campaniletto; di fronte c’e’ il complesso della Torre e della Lancia e sotto il vuoto (insomma, un bel salto). Come sempre il trucco per non farsi impressionare e’ evitare di guardare sotto e concentrarsi sulla roccia.

L’attrito della corda e’ parecchio e diventa faticoso andare su: rimediabile se si fa sosta sulla cengia anziche’ all’interno del camino. Per cercare di limitare al massimo il peso della corda straminchia usa i rinvii con dei nuovi runner lunghi, sicuramente molto utili in queste situazioni.

Si arriva alla cima del pilastrino secondario (finora: due fittoni e una clessidra) e da qui c’e’ il famoso passaggio ‘aereo’. In pratica si riesce comodamente ad appoggiare le braccia sul pilastro principale, basta sbilanciarsi un po’ coi piedi ancora saldi su un gradino del pilastro secondario. La corda tira dietro alle spalle del pilastro quindi si e’ abbastanza sicuri di non volare troppo nel caso di una scivolata; straminchia per eccesso di sicurezza (e fifa) infila un nut in una bella fessurona, un po’ aperta verso un lato ma in caso di
caduta la direzione sarebbe stata opposta a quella da dove si sfilava facilmente.

Dopodiche’, mani sul pilastro principale, un piede lo si sposta al di la’ del salto; manca un appoggio buono, e la scarpetta va appoggiata in piatto contro una sporgenza inclinata della roccia; le mani non hanno degli appigli eccezionali, ci sono due fessure rovescie dove infilare il palmo ma in caso di scivolata verso il basso non avrebbero retto. Quindi straminchia prende una di queste prese rovescie con una mano e due dita dell’altra le infila in un buchino piu’ sopra; parecchi minuti di esitazione poi straminchia si costringe ad andare avanti.
Si allunga la gamba sbilanciandosi sul pilastro principale, il piede si sente che ha presa cosi’ come le mani, straminchia smette di pensare e si ritrova finalmente dall’altra parte; veloce, di nuovo su e con pochi passi facili su roccia buona straminchia arriva in cima.

In retrospettiva quest’ultimo tiro che era sicuramente piu’ facile di quello che ha fatto la cordata Anal-Maria ma resta assolutamente consigliato, perche’ davvero bello ed emozionante.

3 Risposte a “Campaniletto, via Normale”


  1. 1 bluecatmx Aprile 30, 2007 alle 7:18 pm

    ciao,
    vi ho linkati sul mio blog…vedo che bazzicate le mie zone!

    posso dirvi che se non conoscessi le via di cui parlate penserei che avete salito la Walker in invernale in giornata??? :D

  2. 2 aadm Aprile 30, 2007 alle 9:11 pm

    ciao bluecat, ti conosciamo bene anche noi grazie alla tua pagina su flickr e al tuo blog !

    per la Walker in invernale ci stiamo attrezzando. io ho gia’ letto mark twight, patrick berhault e jon krakauer, anal invece si studia i paranchi sul manuale cai. prima o poi ci arriveremo. ;)

  3. 3 bluecatmx Aprile 30, 2007 alle 9:45 pm

    ah…sapevate già della mia esistenza :)

    buone salite!
    e magari ci si vedrà su qualche via o sentiero

    claus_


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