Campaniletto Spigolo Nord – Est (semi invernale)

Tutte le foto

Fotoset ragionato di straminchia (solo 75 foto)

Iniziamo bene…
Appuntamento, da Bertoni alle 7.30…
Primo intoppo, la “terrone mobile” con a bordo i mitici “Jazz Bari Climbers” ((e cuss jè u Jazz) Straminkia e Luiggino) è in ritardissimo.
Attraversiamo mezza città per andare a recuperare due dei tre fotografi professionisti al nostro seguito.
Un californiano con origini palermitane, un londinese con origini venete ed un Milanese anch’esso con origini siciliane.
Visto il ritardo accumulato, Luiggino si mette in contatto con Maria, per cambiare il punto d’incontro…
La terrone mobile, inizia a graffiare l’asfalto per recuperare il tempo perso; grazie alle indiscusse doti d’orientamento di Luiggino, ma soprattutto alla scelta strategica di Straminkia di non voler utilizzare la moderna tecnologia (navigatore GPS), i ritardatari iniziano a percorrere i sobborghi di Milano nel vano tentativo di trovare da qualche parte l’ingresso della super strada per Lecco. Chi sa che giro abbiamo fatto…
Anal che ha fame ricontatta (Luig)gino per cambiare nuovamente il punto d’incontro…il ritardo aumenta notevolmente…

Ore 9.30 I sottosopra con la troupe fotografica, finalmente s’incontrano ai Piani dei Resinelli, nella mitica panetteria.
Assalto al bancone dei dolci e a quello dei salumi.

Anal comincia una lunghissima serie di bestemmie.

Ore 9.50 si parte per l’emozionante sentiero della Direttissima (segnavia n°8)

La giornata si preannuncia gradevole, cielo un po’ coperto, ma i pochi raggi che filtrano ci riscaldano e ci mettono di buon umore.

L’andatura è abbastanza rilassata. La nostra troupe fotografica è affascinata dal posto, l’entusiasmo del gruppo è alle stelle.

Ore 11.20 circa, ci lasciamo alle nostre spalle il sentiero ed affrontiamo, quasi tutti per la prima volta, il sentiero attrezzato “la Direttissima”.

Sui nostri volti sono dipinti sorrisi di gioia, meraviglia, stupore e per alcuni anche un pò di panico, per il nuovo scenario e per le nuove sfide…
Sentieri esposti, traversi esposti, scalette esposte… guglie aguzze, torrioni imponenti, canaloni strapiombanti che affacciano sul lago di Lecco e sulla catena del Rosa. Wow che figata!!

Due rampe di scale ci portano fuori dal canalone, finiamo in una fessura, i sottosopra l’affrontano, tipo camino, in opposizione, i fotografi… fotografando.

Nella foto, Anal simula clamorose difficoltà nell’ingresso al camino.

Invece, con la mano nascosta, stava giocando al nintendo DS con gli altri (ovviamente vincendo)

Un po’ di roccette facili facili in discesa, poi in salita, ed eccoli…
Il Campaniletto, la Lancia, il Fungo… Wow che meraviglia!
La nostra avventura sta per cominciare…

Ore 12.50, la prima cordata Anal – Maria, è all’attacco della via normale al Campaniletto.
Finalmente le nostre nuove mezze corde, vengono “sballate”, filate e… ops…. ANAL è riuscito ad incasinare anche la corda nuova… Luiggino, gli presta la sua, mentre il fotografo Siciliano (“Grazie Pietro!!”), munito di tantissima pazienza, inizia a sbrogliare le innumerevoli asole che si sono aggrovigliate una dentro l’altra…
Anal va da primo, Maria lo assicura.

Il primo tiro è abbastanza semplice, basta seguire la fessura per circa 15 mt poi, si passa una lieve pancetta di roccia e si arriva alla prima sosta (comodissima) sotto il camino…
Anal impreca, “ho le mani tutte spaccate, non riesco a tenermi”; “Arrampicare con il freddo è una merda”; “Maria, tienimi che volo…!” (Non è vero! NdAnal).

Bla bla bala bala, dopo un milione di considerazioni sul freddo e sulla tenuta, Luiggino e Straminkia si guardano attoniti!
Luiggino dall’alto della sua “saccenza”, esorta Anal a tapparsi la bocca, concentrarsi e salire… E’ ovviamente, ignaro della difficoltà del freddo!!
Dopo un po’ Anal è in sosta, sanguinante, recupera Maria.
Per Maria stessa sorte di Anal…
Anche per Luiggino, Straminkia, Dylan (la seconda cordata) ops pardon, Daniele, stessa sorte.

In realtà, finché ognuno di noi non ha provato cosa significava arrampicare con –3°C, nessuno è riuscito a capire quali sofferenze le nostre povere mani potessero patire…

Dopo averle tenute circa un minuto, due, sulla roccia, si perdeva ogni tipo di sensibilità. I polpastrelli si gonfiano, ti sembra di avere delle salamelle al posto delle dita, la presa si allenta, riesci a star su veramente a fatica; fortuna che c’erano dei bei maniglioni antipanico… altrimenti per i poveri capi cordata, Anal e Luiggino, il volo sarebbe stato garantito…

2 spit lungo tutto il primo tiro. Abbiamo integrato con un friend in fessura n# 3, ed una clessidra, usata dalla seconda cordata per aggirare sulla sinistra la fessura troppo stretta per l’imponente Luiggino.
Sosta in catena ad anello singolo.

Secondo tiro, tutto in camino

Tiro breve abbastanza facile, reso un po’ più impegnativo dal freddo…
Abbiamo incontrato un solo spit.
Abbiamo integrato con un nut ed un Alien (il più piccolo a nostra disposizione).
Il nut è stato utilizzato da entrambe le cordate, come ausilio psicologico alla progressione.
Non appena abbiamo messo, il friend la prima cordata e l’alien la seconda, il nut per magia è saltato fuori…

Considerazione di Anal e Luiggino: “Rivedere meglio come si inseriscono i nuts nelle fessure piatte verticali (si mettono? :O ).

La prima cordata è stata l’unica ad arrivare in vetta, la seconda ha dovuto rinunciare alla vetta, a causa del sopraggiungere di nubi minacciosissime con tuoni e nevischio fitto.

Mentre Anal e Maria arrivavano in vetta, inventandosi una variante alla normale, facendo un pezzo che era esattamente a metà tra il tiro di III + e quello di IV+, Luiggino recuperava Straminkia, e allestiva la calata in doppia.

Considerazioni: una serie di fattori, ritardata partenza, colazione lunga, un po’ di rilassamento durante l’avvicinamento e tantissimo freddo,nonché il sopraggiungere del maltempo, hanno impedito alla seconda cordata, di raggiungere la vetta del Campaniletto.
La giornata è stata altamente istruttiva, sia per i sottosopra, sia per il gruppo di fotografi. L’obiettivo comune della giornata era divertirci, stare insieme e far conoscere ai nostri amici la “Montagna”; per i sottosopra, acquisire esperienza sulle vie in montagna. Le vette… verranno. Saper rinunciare e portare a casa la pelle è l’obiettivo n°1 del nostro gruppo.
La vetta ad ogni costo… da noi, non trova posto!
Risultato
Obiettivo abbondantemente raggiunto!

Bravi tutti!! :)

Ritorno per lo stesso sentiero dell’andata; cavolo siamo a fine marzo e nonostante l’inverno caldo, in Grigna… nevica!!

Ore 18.20 tutta la combriccola è nuovamente al forno del pian dei Resinelli…
Si banchetta con dolci, cioccolate calde, thè, panini speck e taleggio e… Chinotto!!

Tutte le foto

© by luiggino

0 Risposte a “Campaniletto Spigolo Nord – Est (semi invernale)”



  1. Ancora nessun commento.

Lascia un commento

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.